Come valutare un articolo scientifico

Il Web costituisce una fonte infinita di informazioni, per la maggior parte di libero accesso. L’unico problema, apparentemente banale, sta nel capire quale scegliere.

Su come verificare la validità di un articolo scientifico ci sarebbero tante parole da spendere; infatti, per saper ben leggere e interpretare un articolo, occorre che la nostra conoscenza spazia dalla statistica alla fisica, dalla matematica alla biologia e così via. In questo articolo proverò a fornirvi alcune indicazioni e consigli pratici.

 

Prima di iniziare: indici bibliometrici e qualità della rivista

Per valutare in modo preliminare un articolo scientifico è tener conto della qualità della rivista su cui viene pubblicato, della “nomea” dell’autore e dal numero delle citazioni dell’articolo. Un aspetto fondamentale è il “peer review”: una sorta di garanzia dove viene esaminata la qualità da esperti in materia, prima della pubblicazione. Importanti sono anche gli indici bibliometrici, tra cui: l’Impact Factor (IF), ovvero un valore numerico che stima l’affidabilità della rivista, oppure l’H-index, che misura il rapporto tra le pubblicazioni dell’autore e le citazioni ricevute.

Naturalmente, non è detto che l’articolo sia a prescindere “perfetto” ma sicuramente risulta essere un proposito utile

 

Quale scegliere?

Intanto, per capire quale articolo è più appropriato alle nostre richieste dobbiamo sapere che esistono più modi in cui possono essere strutturati. “In che senso?” Vi starete domandando. È importante sapere che non tutti gli studi sono uguali, possono cambiare le intenzioni, le modalità di selezione dei partecipanti, gli strumenti statistici utilizzati, le variabili e gli outcomes.

Chi ricerca informazioni all’interno del database dovrebbe, dapprima, conoscere bene ciò che intende sapere. Ad esempio, come spesso accade, se la mia intenzione è quella di conoscere se un trattamento è efficace o meno rispetto ad un altro, dovrò considerare, in particolar modo, i trial randomizzati controllati oppure, se disponibili, le loro revisioni sistematiche.

Un professionista della salute dovrebbe essere in grado di interpretare sia studi osservazionali, in cui il ricercatore rimane estraneo agli eventi, sia studi sperimentali, in cui il ricercatore applica un intervento per identificare gli effetti sulla storia naturale della malattia. Tuttavia, per la pratica di un fisioterapista, capiterà più spesso di dover confrontare studi sperimentali, come un trial clinico o, meglio ancora, metanalisi.

 

Com’è fatto un articolo scientifico?

Per valutare un articolo scientifico è necessario conoscere la lingua inglese e dedicare del tempo alla lettura dello stesso. In particolare, ci terranno impegnati la sezione dei “metodi”, “risultati” e la “discussione”. Nei “metodi” troverò ulteriori sezioni:

  • Il disegno dello studio: ovvero la modalità con cui lo studio è stato condotto; può essere uno studio di coorte, un case report, un trial clinico ecc.

     

  • I partecipanti: ovvero le persone che hanno preso parte allo studio: in termini numerici (numerosità del campione) ed in base alla loro condizione clinica e caratteristiche generali.

     

  • Variabili: il tipo di variabili che sono state raccolte, cioè come sono state manipolate ecc. Tra queste sono molto importanti le variabili di esito o outcomes.

     

Sono principalmente tre i motivi per cui è fondamentale conoscere il disegno di studio:

  • Il è per dare un senso allo studio, ad esempio, per capire l’utilizzo di determinate variabili.

     

  • Il è che ogni tipo di studio ha le proprie “regole”: in base a questo riesco a capire se sono state rispettate.

     

  • Il è che esiste una gerarchia che mi definisce quanto l’affermazione di uno studio su un determinato fenomeno è valida scientificamente rispetto ad un altro tipo di studio. Chiariamo i dubbi con un esempio: ciò che affermo con un semplice studio di tipo osservazionale, come può essere uno studio caso-controllo, non ha certamente la stessa valenza scientifica di una revisione sistematica con metanalisi. Ciò non significa affatto che gli studi che risiedono nella parte più bassa della gerarchia siano inutili.


Nei “risultati” viene riportato in modo neutrale e oggettivo tutto ciò che lo studio ha trovato tramite commenti e valori numerici che sono maggiormente utilizzati.

Per quanto riguarda la “discussione” dei risultati, si tratta di un confronto con la letteratura precedente per giustificare discrepanze o per confermare nel caso di convergenza e somiglianza dei risultati. Infine, si presentano i limiti dello studio.

Analizzando queste sezioni, tenendo ben a mente quali erano inizialmente le intenzioni degli autori, dobbiamo ricercare coerenza tra le parti e se in termini numerici esiste realmente una rilevanza del fenomeno studiato. Spesso, infatti, gli autori degli articoli tendono a “gonfiare” i risultati ottenuti, perciò è necessario, al di là di tutto, visionare noi stessi i dati forniti.

Valutazione di un Trial clinico

 

Questi studi, insieme alle preziosissime metanalisi sono molto importanti per un fisioterapista, in quanto consentono di “conoscere” se un tipo di intervento, una terapia o tecnica porta ad un beneficio della variabile di outcome studiata oppure ad un effetto nocivo o ancora nullo. Ovviamente, il risultato può tradursi con effetti minimi oppure più rilevanti.

La caratteristica fondamentale di un trial è quella di mettere a confronto due popolazioni, simili tra loro: uno è il gruppo che sottopongo ad un intervento, l’altro viene chiamato gruppo di controllo. Senza il gruppo non trattato, è veramente difficile interpretare i risultati che seguono dall’applicazione di un intervento. Altra caratteristica fondamentale di uno studio trial è la randomizzazione, che consiste nell’assegnazione casuale dei partecipanti a due gruppi diversi. Ciò, consente la prevenzione di bias e il controllo dei fattori confondenti. Inoltre, è di miglior qualità uno studio che prevede che né i partecipanti, né i ricercatori sappiano come sono stati suddivisi i gruppi, evitando influenze consapevoli e non: il cosiddetto “blinding” o “in cieco”.

Per la valutazione di un trial ci viene in aiuto la PEDRO scale, una scala apposita ideata per valutare la qualità di questi studi. È dotata di 11 item, con un punteggio che va da 0 a 10 (il primo item non viene conteggiato). L’obiettivo di questo strumento è quello di aiutare il lettore a identificare velocemente la qualità dei trial clinici randomizzati, basandosi su:

  • Validità interna ed esterna.

  •  Informazioni statistiche sufficienti per rendere i risultati interpretabili.

Con l’utilizzo di questo apposito strumento di valutazione possiamo essere abbastanza certi che un articolo con una PEDRO Scale di 8/10 è di buona fattura.

 

In Conclusione

L’interpretazione e l’analisi di articoli scientifici sempre più numerosi sono fondamentali per agire secondo l’Evidence based practice (EBP) ed essere continuamente aggiornati. Tuttavia, è una pratica che necessita di un buon livello di conoscenza e molta esercitazione, ma soprattutto tempo che, per chi lavora, è sempre difficile averne.

 

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