Quanto guadagna in media un fisioterapista in Italia oggi

Quanto guadagna in media un fisioterapista in Italia oggi?

Come immaginerete non è così facile trovare una risposta a questa domanda.

Vi sono numerosi fattori da prendere in considerazione per avere una visione più ampia, quelli che io ho inserito in un modulo, che hanno compilato vari colleghi, sono:

  • Regione di provenienza.
  • Centro abitato (se piccolo centro o grande città).
  • Tipologia di lavoratore, quindi se dipendente pubblico o privato, lavoratore autonomo o la piaga della nostra professione: dipendente a p. Iva (sia chiaro, la condizione lavorativa è la piaga, non il collega!).
  • Anni di esperienza.

Da questi dati ho cercato di estrapolare una media, per quanto possibile, del guadagno di un Fisioterapista in Italia.

Quello che è emerso:

  1. Vi è una discrepanza tra i lavoratori autonomi – liberi professionisti Veri – con lo studio o pazienti privati tra le regioni del sud e le regioni del nord. Stranito da questo risultato ho cercato di andare più a fondo scoprendo che in realtà il netto, quindi dopo aver tolto spese, tasse, investimenti di vario genere, non è così differente.
    Rimane però una grande forbice che va dai 2.000€ al mese a circa 5.000€. in questo bisogna però considerare che non esistono ferie pagate, malattia, tredicesima o altro.

  2. Non sono emerse discrepanze regionali per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, in quanto tutelati da contratti nazionali, con un guadagno medio netto di 1500 €/mese per un full-Time.

  3. La vera grande discrepanza è stata notata nelle false p. Iva per le terapie convenzionate e non in studi terzi con una variazione media di circa il 35% tra sud e nord. Comunque, con un pagamento orario (quindi LORDO) di circa 13,50 €/prestazione per il sud e 20 €/prestazione per il nord.

Proprio su questi ultimi due punti, che nel campione statistico costituiscono il 70% dei fisioterapisti, è che andremo a concentrarci.

Perché? Perché il compenso del vero Lavoratore autonomo è lui stesso a deciderlo, sempre condizionato da leggi di mercato (in parte dettate anche dalla cultura della riabilitazione, punto sul quale, a mio parere, dovrebbe lavorare il nuovo Ordine), tipologia della prestazione, esperienza, città e zona della città stessa, spese sostenute ecc. Lasceremo quindi questa fetta di colleghi da parte.

 

Andiamo, quindi, a parlare dei colleghi dipendenti. 

La loro è una situazione particolare in quanto vincolati da contratti di categoria i cui compensi variano sia a seconda del contratto (se nel privato) o dagli anni di esperienza dividendo in 7 scaglioni (posizioni economiche) la categoria D, con in lordo annuo di che varia da 23.074 € annui in D a 27.990 € annui in D6. 

Parliamo, quindi, di uno stipendio che si attesta nella fascia €1.300-1.550 netti.
Se rapportato ad uno stipendio orario parliamo di 9-10 €/ora netti. Da considerare però anche i benefit che sono vari, tra cui malattia, tredicesima e ferie.

(da questo calcolo stiamo escludendo le posizioni DS – ovvero dei coordinatori – perché numericamente molto inferiori e perché complicherebbe notevolmente i calcoli. Vi lascio comunque gli stipendi annui lordi: DS 24.880 € e DS6 30.861€)

Diverso per quanto riguarda i lavoratori autonomi – dipendenti a falsa p. Iva che, come anticipato, hanno un ricavo da ogni prestazione, che andremo ad assimilare a guadagno orario per semplicità, di 13,50-25,00 €

Ma il netto quindi? 


Vi lascio una tabella per il calcolo. Attenzione! Il calcolo è stato fatto su 100 euro/anno.


Come potete vedere il netto mensile è simile a cui però decurtare eventuali malattie, tredicesima, ecc.

In Italia è emerso che il compenso medio sia di 15 €/ora.


 Situazione diversa ovviamente riguarda i fisioterapisti lavoratori autonomi in privato. Il guadagno reale purtroppo non può essere stimato così facilmente e non esistono ad oggi studi di categoria in merito.

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Per valutare in modo preliminare un articolo scientifico è tener conto della qualità della rivista su cui viene pubblicato, della “nomea” dell’autore e dal numero delle citazioni dell’articolo. Un aspetto fondamentale è il “peer review”

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